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Il territorio PDF Stampa E-mail
La nostra azienda si trova Ponte Ronca (Zola Predosa) nella fascia collinare a monte della S.S. Bazzanese in un'amena posizione mb-10.pngaffacciata sulla pianura. Nelle serene giornate invernali lo sguardo spazia fino a scorgere le Prealpi coperte di neve. La natura del terreno e l'esposizione ne fanno una zona vocata alla coltura della vite. L'azienda è costituita da dieci ettari di vigneto, dalla cantina e dalla struttura abitativa su un’area cortiliva di circa 2000 mq.
Le strutture originarie sono della fine dell’800, ristrutturate negli anni 70-80, la cantina è di nuova costruzione nel rispetto dell’architettura presistente.
Il vigneto è composto dai vitigni Pignoletto, Sauvignon, Riesling, Barbera e Cabernet S.

Dal 1992 pratichiamo l’agricoltura biologica.  http://www.aiab.it , http://www.icea.info

Il vigneto è circondato da una siepe di essenze autoctone quali roverella, acacia, biancospino, rosa canina, prugnolo con inserimenti recenti di olivello spinoso, viburno ecc. Questo per favorire l’habitat di animali e in maniera particolare di insetti utili.

Ai bordi nel vigneto sono stati piantati alberi da frutto: susine, pere, mele, noci, ulivi ai quali aggiungeremo varietà antiche di piante da frutto che non necessitano di particolari interventi antiparassitari.

Nelle zone a prato del vigneto crescono erbe spontanee come menta, mentuccia, radicchi e cicorie e altre essenze aromatiche coltivate come salvia, timo e rosmarino.

Zola Predosa è posta sulla via Bazzanese dove la vallata del Lavino confluisce nella Pianura Padana. Fu abitata fin dalla più remota  antichità, infatti sulle prime colline che da Ponte Ronca vanno a San Martino in Casola sono stati ritrovati resti di uno stanziamento umano del paleolitico.

I vigneti della zona sono ricordati in molti antichi documenti, in particolare in una pergamena custodita nell'Abbazia di Nonantola è riportato che l'abate Rodolfo di Nonantola nel 1033 concede in enfiteusi dei terreni dislocati a Predosa e coltivati a vigna e vi è stabilito anche l'ammontare del pagamento: per ogni anno nel mese di settembre otto moggi 'vini boni scilicet musto'. Fin dal Medioevo quindi le colline producevano un vino di pregio.

Nel primo estimo completo di Zola Predosa che risale al 1517 vi sono descritti vigneti per 203 tornature (1 tornatura=2000 mq. ca.)con viti unite ad alberi ed intercalate da arativo.

L'Abate Calindri, storico e geografo vissuto nel '700, afferma che alla fine del XVIII secolo nel territorio si produceva 'molta e preziosa uva'.

Nel 1870 l'armatore genovese Angelo Calcagno acquistò vasti vigneti nella prima falda collinare di Zola Predosa, li migliorò e si diede alla produzione di ottimi vini che costudiva in un'enorme cantina nella villa che era stata degli Albergati. Questi vini venivano esportati dall'armatore vigneron fino negli Stati Uniti.